Con il termine videosorveglianza si intende l’attività del vigilare, generalmente un luogo o comunque un bene, a distanza, tramite l’utilizzo di telecamere o di altri strumenti in grado di assicurare la trasmissione di immagini strategicamente posizionate.
È uno dei campi che conosce un continuo e costante sviluppo di par passo con l’evoluzione tecnologica. Di essa si fa ampio uso nel settore della vigilanza privata.
Oggi le moderne tecnologie ci permettono di controllare a distanza il nostro impianto di videosorveglianza nache dai più comuni tablet e smartphone.
Progetto Sicurezza è in grado di trovare la soluzione ottimale per qualsiasi esigenza, indipendentemente dalla tipologia e dall'estensione dell'area da proteggere:
• Appartamenti
• Attici
• Ville
• Condomini
• Negozi
• Locali pubblici
• Palestre
• Siti industriali, etc.
Avvalendosi della propria consolidata esperienza, Progetto Sicurezza propone svariate soluzioni interne con protezioni volumetriche e perimetrali, nonchè soluzioni esterne con barriere a raggi infrarossi e/o con rilevatori volumetrici a discriminazione animali fino a 40Kg.
L'obiettivo di Progetto Sicurezza è di fornire all'utente finale una soluzione pratica e sicura.

Progetto sicurezza propone ai propri clienti un sistema di antirapina a pulsanti o pedane da premere in caso di necessità, abilitando una chiamata telefonica silenziosada noi impostata tramite programmazione in modo da non insospettire il malintenzionato.
Le tipologie più comuni sono:
• Tabaccherie
• Edicole
• Gioiellerie, etc.
Su richiesta si potrà utilizzare anche per inoltrare chiamate di soccorso per anziani e disabili.

Tramite una tessera di prossimità è possibile abilitare utenti ad aprire varchi (serrature elettriche) sia per fasce orarie sia per giorni predefiniti.
Nei siti industriali è sempre più richiesta l'integrazione con i propri programmi di gestione "buste paghe".

- Versioni per hotel e alberghi
Progetto sicurezza propone agli hotel e agli alberghi una serie di soluzioni con serrature elettroniche "Stand Alone" con in abbinamento una tasca interna alla camera per ottimizzare i consumi energetici.
Progetto Sicurezza fornisce la soluzione più innovativa per ciò che riguarda le protezioni dei ponteggi con rilevatori da esterno a discriminazione animali (gatti, piccioni, etc.).
La caratteristica che contraddistingue il nostro sistema da tutti gli altri è l'inserimento remoto dell'impianto tramite telefono.
Per ulteriori informazioni contattateci.

Il componente primario dell’impianto antifurto, come già specificato, è proprio la centralina d’allarme, attraverso cui si attiva, disattiva e si gestisce l’intero sistema. La centrale, nel momento in cui scatta l’allarme, determina quali azioni intraprendere, gli attuatori da attivare e la loro durata.
In commercio esistono svariate tipologie di centrali, che si differenziano tra loro per il numero di zone gestibili, ma anche per le funzionalità possedute, come ad esempio l’interfaccia wireless o il combinatore gsm integrato.
Gli attuatori hanno il compito di attivare l’allarme e avvisare i diretti interessati dell’avvenuta intrusione, una volta ricevuto il segnale dai sensori di allarme.
Con questo termine generalmente si fa riferimento a due apparati specifici: le sirene e i combinatori telefonici.
- Le sirene di allarme
Per quanto riguarda le sirene esistono diversi modelli e forme, ma tutte con unico obiettivo: attrarre l’attenzione di chi la sente e la rilevazione dell’eventuale intruso. Tutte le sirene sono previste di lampeggiante, dotate di duplice coperchio e sono alimentate autonomamente, questo per fare in modo che, qualora il cavo venisse manomesso, possa continuare a suonare grazie all’ausilio di una batteria di emergenza posta al loro interno.
Tuttavia, le precauzioni, pur essendo molto utili, non evitano i possibili sabotaggi, tra i quali: riempire le sirene di schiuma per attutirne il suono o lo sradicamento dal muro della stessa gettandola in secchi d’acqua, per bloccarne completamente la funzione. Durante la scelta della sirena è quindi importante tenere in considerazione questi fattori di rischio ed informarsi bene sul tipo di sirena da installare nella propria abitazione: esistono infatti in commercio sirene di allarme dotate di apposite protezioni anti-schiuma ed anti sabotaggio per evitare questi tipi di inconvenienti.
Le sirene di allarme possono essere filari (collegate via cavo alla centrale) oppure wireless.
Oltre alla sirena esterna, quella più comunemente utilizzata, è altresì consigliata l’installazione di una sirena interna, una soluzione economica, ma in grado di generare un forte disagio all’eventuale intruso, limitandone la permanenza all’interno dell’abitazione.
- I combinatori telefonici
Il secondo principale attuatore di un sistema di allarme è proprio il combinatore telefonico, il quale ha il fondamentale compito di avvisare i diretti interessati e, previa autorizzazione, anche gli organi di polizia.
La maggior parte delle moderne centrali antifurto è generalmente equipaggiata con un combinatore telefonico integrato, che sfrutta la linea telefonica tradizionale: nel momento in cui i sensori rilevano un’intrusione viene infatti effettuata una telefonata ad uno o più numeri stabiliti in fase di configurazione dell’impianto.
Un maggiore livello di sicurezza è dato invece dai combinatori telefonici gsm, che permettono di effettuare la chiamata di allarme, o inviare un sms, senza utilizzare la tradizionale linea telefonica (che potrebbe essere disattivata da ladri particolarmente esperti), sfruttando invece una scheda gsm prepagata. Questo tipo di soluzione nella maggior parte dei casi è da acquistare separatamente, in quanto sono decisamente più rare le centrali di allarme dotate di combinatore gsm integrato.
Per attivare o disattivare l’antifurto si utilizzano generalmente tre tipologie di sistemi: la classica tastiera (solitamente interna), i telecomandi e le chiavi elettroniche che agiscono dall’esterno. In linea generale, il principale “svantaggio” dei sistemi di controllo esterni è dato dalla possibilità di poter verificare se l’allarme sia attivo o meno, non solamente da parte nostra, ma anche purtroppo da parte di eventuali malintenzionati.
La tastiera interna o esterna
Il controllo più diffuso è sicuramente la tastiera, situata all’interno dell’appartamento.
È anche il tipo di controllo più sicuro, in quanto l’attivazione e la disattivazione dell’allarme avviene mediante l’inserimento di un codice numerico o alfanumerico, a seconda del tipo di antifurto installato.
In aggiunta alla tastiera interna possono essere inoltre presenti una o più tastiere esterne, che permettono di attivare e disattivare l’impianto antifurto direttamente dall’esterno dell’appartamento.
Le chiavi elettroniche
Le chiavi elettroniche per l’attivazione o disattivazione dell’impianto di allarme costituiscono una soluzione decisamente pratica, garantiscono un’elevata sicurezza in quanto contengono al loro interno uno speciale codice selezionato tra miliardi di combinazioni possibili. Nell’eventualità in cui una delle chiavi venisse smarrita si procede a riprogrammarle con un nuovo codice. Tra i vantaggi di questo tipo di controllo troviamo sicuramente la praticità, tra gli svantaggi, escludendo quelli comuni ai controlli esterni, vi è sicuramente il fatto che le chiavi elettroniche (ed anche i telecomandi), se smarrite assieme alle chiavi di casa, consentono ovviamente un accesso completo all’abitazione rendendo quindi inutile la presenza dell’impianto di allarme.
I telecomandi
Al pari delle chiavi elettroniche, anche i telecomandi sono una soluzione molto pratica: lavorano a radiofrequenza e permettono, come le chiavi elettroniche, di attivare/disattivare l’impianto di allarme direttamente dall’esterno. Per il loro corretto funzionamento è necessaria una centrale che supporti tale tecnologia. Le controindicazioni per questo tipo di controllo sono fondamentalmente le stesse delle chiavi elettroniche, tuttavia è bene anche assicurarsi che la frequenza su cui lavora il proprio telecomando non vada in conflitto e subisca interferenze con altri sistemi simili installati dai propri vicini di casa.
Le barriere ad infrarossi attivi sono costituite da due elementi che inviano una serie di raggi infrarossi tra di loro, creando quindi una vera e propria barriera invisibile che farà scattare l’allarme nel momento in cui il segnale tra le due parti viene interrotto. Sono generalmente molto sottili e la loro applicazione ideale è a protezione di porte e finestre, possono infatti essere montate anche tra le ante e la finestra stessa, in modo da limitarne la visibilità.
Possono essere programmate per dare l’allarme nel momento in cui vengono interrotti uno o più raggi infrarossi, in modo da prevenire i falsi allarmi dovuti a foglie trasportate dal vento o da piccoli animali. In fase di attivazione dell’impianto antifurto viene inoltre segnalato il corretto funzionamento o l’eventuale ostruzione di uno o più sensori, in modo da poter verificare tempestivamente il problema.
Il principale vantaggio di questa tipologia di sensore è dato proprio dal fatto che, trattandosi di due elementi che comunicano a vicenda, il sabotaggio degli stessi risulta essere estremamente complesso. Permettono inoltre, se montati tra anta e finestra, di poter uscire di casa lasciando quindi le ante aperte e/o le finestre socchiuse (anche se non consigliato) e mantenere quindi attiva la protezione della propria casa.
Le barriere a microonde creano una serie di onde elettromagnetiche ad alta frequenza, generando anch’esse una sorta di barriera invisibile, molto sensibile. Sono sicuramente tra i rilevatori più affidabili e garantiti, in quanto particolarmente difficoltosi da sabotare ed in grado di ridurre al minimo la possibilità di falsi allarmi.
Sono costituite da due dispositivi: un ricevitore ed un trasmettitore, nel momento in cui un intruso attraversa l’area sotto controllo, l’intensità del segnale percepito dal ricevitore subisce una variazione, di conseguenza viene segnalato lo stato di allarme. È opportuno, per un corretto e duraturo funzionamento delle barriere a microonde, che il livello di segnale si mantenga constante nel tempo, qualsiasi tipo di disturbo come la pioggia o la grandine, può favorire la diminuzione del livello del segnale.
Data la loro struttura vengono generalmente utilizzate a protezione di aree molto ampie, come giardini e cortili, monitorando un’area più ampia rispetto ai raggi infrarossi delle precedenti barriere.
I sensori ad infrarossi passivi, a differenza delle precedenti barriere, sono costituiti da un singolo elemento con speciali lenti che rilevano l’attraversamento dell’area interessata da parte dell’intruso mediante una variazione di temperatura. Per semplicità di comprensione possiamo vederlo come un rilevatore che invia uno o più “raggi” (anche se, essendo passivo, non sarebbe corretto definirli tali), la cui interruzione genera l’invio del segnale alla centrale.
Sono la soluzione attualmente più diffusa per la loro semplicità di installazione e per l’ampia zona che sono in grado di monitorare, la maggior parte di questi sensori è inoltre dotata anche di interfaccia wireless integrata, rendendone ancora più facile l’installazione.
Come avviene per le barriere attive, anche in questo caso il sistema esterno solitamente viene programmato in modo da far scattare l’allarme nel momento in cui viene interrotta una coppia di raggi, di cui solitamente uno orizzontale al terreno e l’altro inclinato verso il basso, in modo sia da prevenire i falsi allarmi, sia anche da stabilire l’ampiezza della zona da controllare qualora non sia presente un muro che interrompa entrambi i raggi.
A livello di vantaggi, come possiamo intuire, questa tipologia di rilevatori è una soluzione sicuramente pratica e dal costo contenuto , se consideriamo che viene utilizzata per monitorare più punti di accesso con un singolo rilevatore, tuttavia è bene assicurarsi che i sensori siano dotati di tutte le protezioni necessarie, come ad esempio la protezione antimascheramento o quella antiaccecamento (presenti generalmente nei rilevatori a doppia tecnologia), in grado di avvisarvi in caso di eventuali ostruzioni o mascheramenti degli stessi.
Un’interessante evoluzione dei rilevatori ad infrarossi passivi, per garantire maggior sicurezza e limitare i falsi allarmi, è costituita proprio dai sensori a doppia tecnologia, che sfruttano infatti sia la protezione a raggi infrarossi, sia un’ulteriore protezione con tecnologia a microonde.
L’unione di queste due tecnologie fornisce quindi un ulteriore livello di sicurezza, in quanto sopperisce ad alcuni “limiti” dei tradizionali sensori ad infrarossi passivi, questa tipologia di rilevatori è infatti quasi sempre dotata di specifiche protezioni che assicurano l’antimascheramento e l’antiaccecamento del dispositivo.
I rilevatori interni, o sensori di movimento, sfruttano solitamente la medesima tecnologia dei rilevatori da esterno (generalmente infrarossi e microonde), ma dato il luogo in cui sono situati, ovvero all’interno della propria abitazione, non sono soggetti a sollecitazioni dovute agli eventi atmosferici ed il loro sabotaggio risulta inoltre essere più complesso.
L’adozione di uno o più rilevatori interni, in aggiunta ad una protezione perimetrale, fornisce un grado di sicurezza aggiuntivo: se infatti riceviamo una chiamata o un sms che ci segnala un’intrusione in cui ci viene indicata l’attivazione di sistemi esterni sappiamo che si potrebbe trattare di un falso allarme o di un disturbo dovuto ad eventi atmosferici, ma se l’allarme fa riferimento ad un sensore interno possiamo avere la certezza che l’intrusione sia realmente avvenuta, salvo rarissimi casi. Per questo motivo è infatti sempre consigliato di non limitarsi a proteggere la propria casa solamente con sistemi esterni, ma di abbinare almeno un rilevatore interno, in una zona di passaggio o dove si trovano i vostri beni di maggior valore.
In commercio esistono diverse tipologie di sensori di movimento per interni, dal classico sensore da attaccare al muro a quelli più discreti (da incasso) che vengono generalmente inseriti all’interno delle tipiche placche contenenti gli interruttori, spazio permettendo.
La tecnologia che si adotta maggiormente per i rilevatori interni è sicuramente l’infrarosso passivo, collegato con o senza fili a seconda della disposizione dell’appartamento. A differenza della versione da esterno, in questo caso non è necessario avere un sistema a doppio raggio per prevenire in falsi allarmi.
La scelta del tipo di sensore da interno dipende sicuramente da come si intende strutturare l’impianto di allarme e da qual è l’area da monitorare e proteggere, come già specificato in precedenza infatti l’efficacia di un antifurto dipende in parte dalla qualità dei prodotti utilizzati, ma soprattutto dalla capacità dell’installatore di scegliere la giusta soluzione in base alla disposizione degli ambienti, al budget disponibile ed alle abitudini delle persone che abitano nell’appartamento.
Nel caso ci fossero animali domestici all’interno dell’abitazione esistono in commercio sensori dotati di una speciale tecnologia, comunemente chiamata “PET Immune”, su cui è possibile effettuare una taratura degli stessi lasciando al nostro cane o gatto la possibilità di girare indisturbati anche ad antifurto attivato.
I contatti magnetici sono attualmente la soluzione più diffusa, come dice il nome stesso si tratta di due piccoli contatti che vengono applicati in prossimità dell’apertura di porte o finestre (i punti di accesso), uno sul battente ed uno sull’infisso, ed inviano alla centrale un segnale nel momento in cui vengono separati, ovvero quando avviene l’apertura dell’anta o della porta.
Esistono di svariate dimensioni e tipologie, dai più semplici “a vista” a quelli più piccoli e sottili “da incasso”, la scelta del giusto contatto deve essere effettuata in base al tipo di apertura da proteggere ed alla sua struttura. Per quanto questa tipologia di sensore sia estremamente economica, non è da trascurare l’eventuale difficoltà di installazione, soprattutto per consentire il passaggio dei cavi, e gli eventuali costi per elementi accessori come trasmettitori wireless nel caso di impianti senza fili.
Quando si tratta di proteggere le finestre è sempre consigliabile l’adozione di due coppie di contatti, una sulla finestra vera e propria e una sulle ante o tapparelle, in questo modo sarà infatti possibile attivare l’impianto di allarme mantenendo aperte queste ultime senza però perdere la protezione della propria abitazione e senza dover necessariamente variare le proprie abitudini (chiudendo ad esempio tutte le ante/tapparelle ogni volta che si esce di casa).
La maggior parte dei contatti magnetici in commercio è basata sulle tecnologia Reed, tuttavia nel corso del tempo sono emersi alcuni limiti dovuti alla possibilità di influenzare il funzionamento dei contatti dotati di questa tecnologia, con conseguente sabotaggio degli stessi. Fortunatamente, dapprima in America e successivamente anche in Europa, sono disponibili in commercio dei nuovi contatti magnetici dotati di una speciale tecnologia anti-sabotaggio, in grado di garantire un livello di sicurezza decisamente maggiore.
Tuttavia, per quanto il contatto magnetico possa sembrare un apparato semplice, ne esistono in commercio differenti tipologie con altrettante differenti caratteristiche, sarà quindi l’installatore esperto a consigliarvi il giusto contatto da adottare in base alle caratteristiche dell’infisso da proteggere ed al grado di sicurezza che si intende raggiungere.
Il vantaggio di questo tipo di soluzione è sicuramente dato dal risparmio, salvo infatti rare eccezioni il costo dei singoli contatti è decisamente basso, lo svantaggio è dato dal fatto che la rilevazione viene effettuata a forzatura avvenuta, con conseguente danneggiamento dell’infisso.
Negli ultimi anni la tecnologia senza fili, definita wireless, ha preso sempre più piede all’interno sia delle abitazioni che delle aziende, approdando anche nell’ambito della sicurezza domestica. Benchè un collegamento “fisico” infonda in noi un senso di maggior sicurezza, si può affermare che con l’evolversi delle tecnologie oggi questo tipo di trasmissioni hanno raggiunto un elevato grado di affidabilità e nel mercato degli antifurti domestici tali soluzioni sono presenti e vengono proposte nella maggior parte dei casi.
Un sistema antifurto di questo tipo ha il vantaggio evidente di non dover effettuare opere di muratura e riduce notevolmente il tempo di installazione del sistema, a fronte di un costo superiore dovuto sia alla tecnologia dei sensori (rilevatori o contatti magnetici che siano) e sia alla tecnologia ricevente, ovvero la centrale con interfaccia wireless, integrata o esterna.
La scelta di adottare un sistema senza fili (completo o parziale) si effettua quindi con un attento sopralluogo dell’abitazione, valutando l’eventuale predisposizione e la difficoltà di realizzare i singoli cablaggi. È importante quindi tenere in considerazione non solo il costo del sensore o rilevatore in sè, ma anche l’impegno che richiederebbe l’installazione dello stesso sensore in versione filare. Se pensiamo infatti ad un contatto magnetico da applicare su una finestra, per far arrivare i cavi in modo discreto sarà necessario smontare l’infisso (o parte dello stesso), con conseguente aumento dei tempi di manodopera.
A livello di sicurezza ricordiamo che i sensori dell’impianto antifurto comunicano in modo continuo con la centrale, nel momento in cui i sensori stessi dovessero quindi subire interferenze esterne o la loro trasmissione venisse interrotta da apposite apparecchiature, entrerebbe in funzione l’allarme per manomissione. In commercio esistono inoltre appositi sistemi “a doppia frequenza” (o anche tripla) che, come spiega il nome stesso, trasmettono su due diverse bande di frequenza limitando quindi le possibili interferenze.
Un importante accorgimento in merito a questo genere di sistema è il dover fare attenzione alla durata delle batterie, che varia generalmente da 2 anni fino addirittura a 10, dipende dal tipo di sensore e dalle batterie con cui sono equipaggiati.
Il nostro consiglio, nella scelta di un impianto di allarme wireless, è di scegliere prodotti di qualità delle marche produttrici di antifurto più conosciute e di valutare con attenzione, affidandosi ad un installatore professionista, la migliore soluzione da adottare in base all’abitazione da proteggere.